TUTELA BIOSFERA IN EQUADOR

Sono 982 mila ettari di foresta amazzonica in Equador, che compongono il parco Yasuni. E’ il concentrato della biodiversità del Pianeta:150 specie di anfibi, 600 di uccelli, 120 di rettili, 4 mila di piante, in un ettaro contiene più specie di piante native di quante ne contengano gli Stati Uniti e il Canada insieme. Dal 1989 è tra le riserve mondiali della biosfera stabilite dall’Unesco. Yasuni è un “centro di ricchezza quadrupla” in cui si ha cioè il massimo di biodiversità per piante, mammiferi, anfibi e uccelli. Inoltre, confina con la riserva degli Waorani, una popolazione che si è ritirata in un angolo della foresta e chiederebbe solo di poter continuare a vivere come ha fatto per migliaia di anni. Gli scienziati affermano che i Waorani hanno caratteri unici nel Dna, dovuti allo storico isolamento. Sarebbe un paradiso, se sotto non ci fosse un inferno di greggio (846 milioni di barili) calcolato per un valore di 7 miliardi di dollari, che le compagnie petrolifere vorrebbero sfruttare; Il presidente dell’Equador  Rafael Correa è disposto a non sfruttare il giacimento in cambio di 3,6 miliardi di dollari (la metà del suo valore) versati in 13 anni dai Paesi industrializzati. Il fondo è gestito dalle Nazioni Unite, considerato l’elevato grado di corruzione del Paese. Se entro la fine del 2011 l’Equador non avrà incassato un acconto di 100 milioni di dollari, il patto con il resto del mondo salterà. La Germani a ha garantito 50 milioni di dollari per  dieci anni, l’Italia avrebbe cancellato i 51 milioni di debito che gli sono dovuti dall’Equador, artisti di Hollywood, Al Gore, governi nazionali e locali, organizzazioni non governative, privati, imprese, hanno cominciato a versare donazioni, che sono arrivate alla cifra di 116 milioni di dollari, quanto basta per non aprire i pozzi. Ora Correa chiede 291 milioni di dollari nei prossimi due anni. In caso contrario il giacimento sarebbe dato in concessione. Ma il petrolio non ha fruttato la ricchezza che era stata promessa fin dal 1972 quando fu estratto il primo barile. L’Equador è rimasto povero e la ricchezza è andata a chi il petrolio l’ha trasformato, ma fuori dal Paese.


 


La Commissione


1.   come valuta l’esistenza di Yasuni e la ricchezza unica della sua biodiversità?


2.   in una visione geo-ecologica, non considera indispensabile conservare questo concentrato della biosfera?


3.   Al fine di favorire il perdurare di questa foresta amazzonica, ha mai considerato l’opportunità di effettuare una donazione all’Equador?


ha mai valutato altre proposte per salvaguardare la popolazione Waorani e impedire lo sfruttamento del giacimento?



E-001863/2012
Risposta di Janez Potočnik


a nome della Commissione


(28.3.2012)


 


 


Il parco nazionale Yasuni è certamente un ecosistema unico per la biodiversità. Ritenendo essenziale tutelare le zone vitali di questo tipo, la Commissione accoglie con favore le iniziative intese ad affrontare il problema posto dalla conservazione della biodiversità e dai cambiamenti climatici, nonché a tutelare gli interessi delle popolazioni autoctone.


 


Nel bilancio dell’UE non figurano disposizioni in materia di assistenza finanziaria intesa ad evitare l’estrazione petrolifera.  Tuttavia, l’UE ha messo a disposizione fondi per sostenere opportune misure di gestione volte a combattere la deforestazione e il degrado delle foreste (REDD+) nonché la creazione e la gestione sostenibile delle  zone protette. Nell’ambito del programma di cooperazione UE-Ecuador e del programma regionale dell’UE, la Commissione è impegnata in diversi progetti a sostegno della popolazione autoctona e della tutela ambientale, tra cui la conservazione delle foreste tropicali, la rigenerazione delle foreste aride, la lotta contro la desertificazione e la gestione sostenibile delle risorse naturali.