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CONVEGNO: A TRENT’ANNI DALLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO L’EUROPA COM’ERA, COM’È, COME DOVREBBE ESSERE

A TRENT’ANNI DALLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO

L’EUROPA COM’ERA, COM’È, COME DOVREBBE ESSERE


Ne parlano Cristiana MUSCARDINI, autrice del libro Divergenze Parallele, Andrea MASCARETTI, consigliere comunale di Milano FdI, Andrea VENTO, presidente Corte Sconta. Modera Alessandro DA ROLD, giornalista La Verità

 

      Martedì 19 novembre 2019, ore 18

   Fabbrica del Vapore – Lotto 11

  Via G.C. Procaccini 4, Milano


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ASSUNZIONI DI RESPONSABILITÀ

I risultati catastrofici delle regionali in Umbria possono stupire alcuni ma non certo Grillo, il fondatore, garante e nume tutelare dei 5 Stelle. Tralasciando le molte, infelici esternazioni di questi anni basta ricordare l’ultima proposta di togliere il voto agli anziani per capire l’abisso di confusione mentale nel quale è caduto. Non spenderemo parole e tempo su questa proposta o su quella della sinistra, sposata da parte della destra, seppure, fortunatamente, in sordina, di far votare i sedicenni perché si commentano da sole, i risultati elettorali dimostrano quanto sono state apprezzate...!

Rimarchiamo invece, una volta ancora, come troppe persone, che si piccano di occuparsi di politica, parlino senza coordinare il cervello con la bocca, senza rendersi conto delle conseguenze delle loro affermazioni. Conseguenze che, prima o poi, si trovano a dover affrontare con i dati elettorali. Quello che però sfugge a questi affabulatori di professione, o dilettanti della Cosa pubblica, sono le conseguenze sui cittadini dei loro vaniloqui e delle troppe promesse non mantenute. Mai come ora la mancanza di fiducia degli elettori si sta tramutando in un sentimento negativo verso tutti e verso tutto. L’irritabilità diventa ira, il moderato, gioco forza, diventa estremista, e a forza di non ottenere niente tutti vogliono tutto.

Se in una democrazia compiuta l’alternanza è forza e garanzia proprio della democrazia  in Italia non vi è ne una sinistra moderna e attrattiva per programmi e contenuti, né una destra liberale e completamente consapevole che, in un mondo che si voglia o meno e  globale, non fosse altro per l’utilizzo dei sistemi informatici, l’identità si difende con la cultura e con la capacità di avere visione del futuro. Fino a che il contendere politico si baserà su battute, apparizioni, personalismi, messaggi virtuali e non su programmi concreti e realizzazioni certe continueremo ad avere l’altalena dei voti di protesta che di anno in anno, se non di mese in mese, si sposterà in un senso o in un altro impedendo sviluppo, crescita e il giusto benessere. In questa confusione non può essere sottaciuta la responsabilità delle forze sociali, comprese le rappresentanze delle categorie, e dei mezzi d informazione. Già riconoscere le proprie responsabilità sarebbe un passo avanti.


 

IL VOTO DATO PER PROTESTA NON COSTRUISCE NULLA

In questi giorni l’interesse dei Social sembra essersi indirizzato più che alla schiacciante vittoria del centro  destra, alle elezioni regionali, alla performance del presidente del Consiglio come palleggiatore. Certamente Conte si è dimostrato molto esperto con la palla, 14 palleggi non sono pochi, in giacca e cravatta, ma sinceramente non ne siamo rimasti stupiti. Infatti in questi anni di governo Conte ha dimostrato, in mille occasioni, di essere un buon palleggiatore, tra un alleato e un altro, e anche in quanto a palle ne ha dette molte.

Vedremo quale altra abilità sarà in grado di esibire per dimostrare che questa legge di bilancio, da lui tanto difesa, è utile e non negativa per lo sviluppo del Paese e per il futuro dei cittadini. Intanto le angosce aumentano tra tutti coloro che vorrebbero vedere risolti almeno alcuni dei problemi più urgenti, dalla ricostruzione delle aree terremotate alle iniziative per dare sicurezza a quei giovani che cercano lavoro, a quelli di mezza età che, avendolo perso non lo trovano più, agli anziani insultati da Grillo, ai ragazzi che non hanno né un istruzione adeguata né scuole sicure da nuovi crolli.

Ci auguriamo che intanto il nuovo governo regionale dell’Umbria dia subito seguito alle promesse elettorali e sia di esempio a Roma. Poi vedremo cosa succederà in Emilia Romagna e nelle altre regioni in cui si voterà.

Comunque tutti colore che si occupano di politica devono capire che sul voto dato solo per protesta non si costruisce nulla, gli slogan elettorali devono tramutarsi in azioni concrete altrimenti i successi di oggi si tramutano nelle sconfitte di domani.

 


 


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