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POLITICA, MUSCARDINI: GLI ITALIANI DEVONO SAPERE A CHI E’ STATA ASSEGNATA LA SCORTA

Milano, 21 giugno 2018

“Senza polemiche e per vera trasparenza verso il popolo italiano siano resi pubblici i nomi di coloro ai quali è stata assegnata la scorta, siano essi politici o persone che rivestono ruoli pubblici o ai quali è stato riconosciuto un rischio per le loro attività” – ha dichiarato Cristiana Muscardini, Presidente dei Conservatori italiani.


 

Referendum: meglio più attenzione ai problemi sociali

Legittimo in politica cercare di confermare o aumentare il consenso personale e del proprio partito, illegittimo farlo raccontando fandonie o sperperando soldi pubblici, specie in un momento nel quale continuano ed aumentano i disagi di tanti cittadini.

I referendum di Lombardia e Veneto, che avrebbero anche potuto avere un senso se utilizzati per chiedere la revisione del sistema paese, che fa acqua da tutte le parti, non avranno altro valore che quello di essere uno strumento per aprire anzitempo la campagna elettorale. Ma il costo di questa iniziativa, specie in Lombardia dove il referendum costerà  tre volte di più  che in Veneto, in un momento di crisi come quello attuale, è quanto mai spropositato. Il costo dei tablet per votare, anche se poi dicono che saranno regalati alle scuole, è uno sperpero mentre migliaia di milanesi e lombardi si rivolgono ad associazioni benefiche per mettere insieme il pasto.

Avremmo voluto la Regione Lombardia più attenta alla tragedia dei troppi che aspettano una casa popolare mentre non hanno dove vivere. La giunta tace sulle inadempienze della città di Milano dove le case ci sono ma non sono assegnate e tace sulle estenuanti liste d’attesa per certi esami che, se non fatti in tempo, non potranno servire ad arginare la malattia. Avremmo voluto che la giunta affrontasse la campagna elettorale forte degli interventi fatti e pronta a proporre a tutti gli italiani un suo piano di riforma dello Stato mentre invece assistiamo al solito balletto politico.


Giuste le parole di Giorgia Meloni e di tutti coloro che, auspicando un centro destra capace di affrontare anche temi sociali, di libertà e di giustizia, non si accodano ai cori interessati. Le Regioni, i territori hanno diritto ad autonomie solo se non creano fratture nello Stato nazionale e diseguaglianze tra i cittadini.

 

LUDOPATIA, MUSCARDINI A GENTILONI: IMPEDIRE LA PUBBLICITA’ DEL GIOCO D’AZZARDO COME PER LE SIGARETTE

“Un Paese liberale e libero non deve impedire il gioco d’azzardo ma deve impedirne la pubblicità martellante e la diffusione eccessiva e spesso incontrollabile. Così come è stato deciso per le sigarette che, nuocendo alla salute, non possono essere pubblicizzate, allo stesso modo si deve provvedere per il gioco d’azzardo” -  è quanto chiede l’On. Cristiana Muscardini al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, ricordando come, secondo gli ultimi dati, il 50% degli italiani tra i 15 e i 64 anni, si è avvicinato ai giochi ‘legali’ ed è altissimo il numero di coloro che si rivolgono al mercato illegale! La pubblicità al gioco d’azzardo in tv e sul web porta a dipendenze che sfociano spesso in patologia devastando rapporti umani e portando in molti casi ad azioni delittuose. Dai recenti dati risultano essere 18.000 le persone in cura per ludopatia presso strutture pubbliche. Enormi sono i guadagni in nero di gran parte dei gestori di macchinette e gran parte del gioco d’azzardo è gestito dalla criminalità organizzata. “Il governo ci deve dire quale è il costo economico ed umano che uno Stato come il nostro può accettare di pagare ancora. Quanto è il costo per curare  i malati di ludopatia? Quanto è il vero ricavato dello Stato considerato che i detentori delle varie macchinette evadono sistematicamente le imposte secondo quanto più volte pubblicato e non smentito”, conclude la Muscardini.

 

 


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