LEGGE SU GIOCHI VIOLENTI

Nel 2005 lo Stato della California ha approvato una norma che vietava la vendita di videogiochi violenti ai minori. Il tribunale federale l’ha giudicata, però, incostituzionale perché sarebbe contraria al primo emendamento della Costituzione americana che vieta al potere pubblico qualsiasi atto che limiti la libertà di parola e di stampa. Nei giorni scorsi la Corte Suprema, accogliendo il ricorso del tribunale federale, ha annullato la legge della California dichiarandola incostituzionale. Una decisione che suscita perplessità dato che, se da un lato tutela la libertà individuale, dall’altro, non prendendo in considerazione l’effetto ‘simulazione’ del gioco tra i ragazzi, va contro la tutela dei minori. Senza dimenticare l’eventuale influenza che i rivenditori dei videogiochi in questione possano avere avuto sulla decisione trattandosi di rappresentanti di un’industria che nel 2010 ha fatturato almeno 18 milioni di euro.


 


La Commissione:


1.  E’ al corrente di casi analoghi in Europa?


2.  Laddove esiste una legge in merito non si rischia di tutelare poco i comportamenti dei minori con le conseguenze che una ‘liberalizzazione’ del genere possa provocare?


3.  Non ritiene di provvedere immediatamente a vietare la vendita, e perciò l’imporatzione, di tali giochi su tutto il territorio dell’Unione?


 



E-006807/2011


Risposta di Neelie Kroes


a nome della Commissione


(18.8.2011)


 


 


La Commissione ritiene che norme di protezione elevate rappresentino il mezzo adeguato per combattere i rischi potenziali di alcuni videogiochi violenti. È tuttavia necessario che queste norme di protezione tengano conto del fatto che sempre più adulti giocano con i videogiochi. Per questo motivo è necessario differenziare i livelli di accesso ai videogiochi per i minori e gli adulti per mezzo di classificazioni specifiche per età, che potrebbero prevedere anche un divieto dei videogiochi violenti per i minori. Nel contempo, le misure di protezione devono tenere conto degli interessi dei produttori e della libertà di espressione degli utenti. La Commissione ha enunciato tali principi nella sua comunicazione sui videogiochi del 2008[1], accolta con favore dal Parlamento[2].


 


Per quanto riguarda il divieto di alcuni videogiochi, la Commissione ritiene che la responsabilità principale in materia di tutela dei minori dai videogiochi nocivi, comprese le misure di esecuzione, sia di competenza degli Stati membri. Ciò vale per i videogiochi di provenienza unionale o extraunionale.


 


La grande maggioranza degli Stati membri applica il sistema “PEGI”[3], ossia un sistema di autoregolamentazione dell’industria dei videogiochi. Il sistema PEGI, istituito nel 2003 e gestito su base volontaria, fornisce classificazioni specifiche in base all’età e descrizioni dei contenuti, dando ai genitori le informazioni che consentono loro di controllare l’accesso ai giochi dei propri figli. Per far fronte ai rischi specifici del segmento in rapida crescita dei giochi online, nel 2007 il sistema PEGI è stato affiancato da “PEGI online”[4]. Di conseguenza il sistema PEGI garantisce un elevato livello di protezione in tutta Europa ed è diventato a tutti gli effetti lo standard di riferimento in Europa per i requisiti di tutela per i videogiochi.


 


Per quanto attiene alle sentenze delle corti statunitensi, la Commissione non è in possesso di elementi a riprova che gli Stati membri non soddisfino questi elevati standard di tutela dei minori liberalizzando indebitamente l’accesso a videogiochi violenti.








[1]     Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sulla protezione dei consumatori, in particolare dei minori, per quanto riguarda l’utilizzo dei videogiochi, COM(2008) 207 del 22.4.2008 definitivo; http://ec.europa.eu/avpolicy/reg/minors/video/index_en.htm.



[2]     Risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 2009 sulla protezione dei consumatori, in particolare dei minori, per quanto riguarda l’utilizzo dei videogiochi;  http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=TA&language=IT&reference=P6-TA-2009-0126.



[3]     Pan-European Game Information (informazioni paneuropee sui giochi), http://www.pegi.info/it/



[4]     http://www.pegionline.eu/it/