SUPERARE LA FASE ORNITOLOGICA

Nella vita delle persone vi sono a volte periodi e fasi oniriche, nella vita dei partiti invece sono diventati sempre più frequenti le fasi ornitologiche.


Quando le idee si animano fuori da un chiaro dibattito interno nelle sedi prestabilite o istituzionali e il confronto diventa motivo di reciproco scavalcamento per ottenere qualche riga in più sui giornali o almeno sulle agenzie, la fase ornitologica prende il sopravvento.


Ecco allora falchi o colombe, gabbiani e civette, corvi ed aquile che si contrappongono non nei cieli alti dell’elaborazione di progetti, ma negli ambiti sempre più angusti di partiti che sanno spesso contemplarsi l’ombelico, ma non confrontarsi con le urgenze di una politica globale.


Si rischia di scambiare la modernità dello strumento tecnologico che utilizziamo con la modernità di pensiero, pensiero che invece spesso manca nella sua completezza. Si cade nell’errore di credere che la modernità di pensiero sia sposare acriticamente il nuovo che si affaccia senza valutare se questo nuovo sarà solo un’apparizione fugace, illusoria, o una vera necessità per la società e per il suo miglioramento. Si passa dall’ignorare completamente le istanze, le proposte, i problemi che emergono sia dalle realtà internazionali che locali, all’inseguire tesi azzardate e populiste.


Ci si dimentica che la politica non è inseguire gli avvenimenti, ma precederli con l’analisi e l’elaborazione di proposte.


L’accelerazione vertiginosa è sempre più in aumento e in questa epoca in cui stiamo vivendo, in tutti i settori può da un momento all’altro tramutarsi in uno “stallo”, in una specie di vuoto d’aria, in situazioni inimmaginabili solo poche ore prima come hanno dimostrato gli aneliti di libertà in nord-africa e in altri paesi e la tragedia umanitaria e sanitaria in Giappone.


Nessuna tecnologia, per quanto avanzata può essere definita sicura da certezze scontate e vi saranno sempre uomini e donne che in un momento non predeterminato troveranno il coraggio di alzare la tesa e di combattere per la loro dignità e libertà.


1) Occorrono iniziative forti, immediate, nazionali ed europee per definire a monte un piano di aiuti per i paesi che subiscono calamità naturali in modo da poter intervenire subito senza cadere nei veti dell’OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio) o nei ritardi che vanificano la possibilità di soccorrere effettivamente le vittime.


2) Occorre un piano che consenta di poter dare corso alla no-fly zone là dove occorre perché nella fattispecie se si aspetta ancora un po’ in Libia non vi sarà più nessuno da soccorrere.


3) Non si può tergiversare sulla necessità di una serena e reale verifica della situazione di rischio degli impianti nucleari rispetto ad eventi che non possono essere programmati e perciò controllati.


Solo questi tre punti solo per citare le urgenze più immediate e sulle quali la politica si barcamena in distinguo e ritardi colpevoli, mentre in Italia uno strano sistema di informazione fomenta il prolungarsi della fase ornitologica che ha investito le forze politiche.