SMALTIRE, TACERE, ASCOLTARE

La vita è fatta anche di coincidenze che dovrebbero indurci a riflettere, noi cittadini ma soprattutto il personale politico.

In questi giorni abbiamo letto una nuova dichiarazione di Salvini che sponsorizzava il nucleare, oggi leggiamo sul quotidiano la Libertà che la società che sta smantellando la centrale nucleare di Caorso ha varie difficoltà ed i dipendenti, gli operai specializzati preposti alle delicate operazioni che riguardano la centrale, dovranno andare a Roma per chiedere l’intervento del governo.

Non vogliamo entrare nelle complesse vicende che hanno interessato le ditte via via incaricate dello smantellamento della centrale, e non hanno raggiunto lo scopo, né entrare in una vertenza sindacale che, da quanto si legge sui giornali, sembra giusta.

Vogliamo invece chiedere a chi di dovere come sia possibile che a distanza di 33 anni dalla chiusura della centrale di Caorso non siano ancora stati risolti tutti i problemi relativi al suo smantellamento ed alle scorie nucleari

Vogliamo chiedere quali sicurezze abbiano effettivamente le maestranze non solo di conservare il lavoro ma anche la salute e il problema salute riguarda anche i cittadini.

In sintesi dopo 33 anni l’Italia ha ancora consistente materiale nucleare da smaltire mentre i tempi si sono dilatati oltre misura ed i rischi continuano.

Forse, dico forse per carità di patria, prima di parlare di una nuova ipotetica corsa al nucleare, sapendo bene che quello di nuova generazione è ancora una speranza, un obiettivo non una certezza, dovremmo smaltire tutto quanto riguarda il vecchio nucleare che pericolosamente è ancora sul nostro territorio.

E magari i cittadini vorrebbero anche sapere quanto è effettivamente costato, fino ad ora, questo smaltimento ancora da finire e quanto costerà portarlo finalmente a termine e quanto tempo ci vorrà.

E dovremmo, dovremo, sentire i cittadini per quanto riguarda il futuro, perciò è meglio, per ora, che Salvini si occupi di questo: smaltire, smaltire in sicurezza, per dimostrare di essere capaci di fare quanto i precedenti governi non sono stati in grado di portare a termine.

Smaltire, tacere, ascoltare.