REDDITOMETRO, MUSCARDINI: APPLICATO AGLI ANIMALI NON E’ SALUTARE

“Inserire gli animali domestici nel
redditometro è decisamente una misura sbagliata, che rischia di alimentare
randagismo e sommerso. In Italia si stima che ci siano 40 milioni di animali
domestici, un dato che dimostra chiaramente come cani e gatti non possano
essere considerati bene di lusso, alla stregua di uno yacht” – è quanto nel
febbraio del 2012 l’on. Cristiana Muscardini ha scritto al Sottosegretario alla
salute, Elio Cardinale dopo che tra le voci del redditometro erano state
previste le spese per il veterinario. “Come avevamo già segnalato al Governo –
sottolinea Muscardini – includere gli animali domestici tra gli indici del
reddito porterà inevitabilmente ad un maggior numero di abbandoni e ad un
aumento del randagismo. O, nella migliore delle ipotesi, lascerà i cittadini di
fronte all’alternativa tra evitare cure veterinarie per il proprio animale o pagare
in nero. Tenuto conto che malattie come rabbia e leptospirosi sono problemi
tuttora emergenti in Italia si tratta di risultati tutt’altro che salutari,
come anche gli stessi veterinari non mancano di sottolineare”.