MADRI E MAMME

C’è
una donna, una madre, e purtroppo non è la prima e non sarà l’ultima, che
andando contro qualunque legge di natura, contro ogni istinto materno, ha
condannato a morte sua figlia. Al di là di chi abbia in ultimo fatto sparire
Saman la verità è che la donna di 48 anni che l’ha partorita, segregata, in
connivenza con il resto della famiglia e poi accompagnata al definitivo appuntamento,
è la prima colpevole. Non parliamo, come molti hanno detto e scritto in queste
settimane, di culture diverse perché non vi è cultura là dove sono violati i
più elementari diritti umani, non parliamo di rispetto di famiglia o di clan
perché dove non c’è rispetto per la vita e per la libertà c’è solo il vuoto. La
giustizia, se potrà e vorrà, farà il suo corso, auguriamo alla prima carnefice
di Saman, a quella donna che l’ha data alla luce, e consegnata alle tenebre
anche in vita, di passare ogni momento della sua esistenza nel rimpianto, nel
rimorso, nella solitudine estrema. E auguro ad ogni donna di essere sempre capace
di difendere i propri figli, di difendere anche i figli degli altri.

 

C’è
una madre di 47 anni, Sonia, che ha allevato da sola e con estremo amore e
sacrificio, come molte madri fanno, la propria bambina fino a portarla a
diventare una giovane donna di 21 anni che studia giurisprudenza. Sonia e sua
figlia Lisa hanno affrontato insieme tante difficoltà con forza, amore e
coraggio anche quando due anni fa un male estremo ha distrutto programmi e
speranze. Sonia ha combattuto fino alla fine e prima di morire ha lasciato
scritto di non mandare fiori al suo funerale ma di tramutare il costo di quei
fiori in una offerta per il futuro di Lisa. Nel ricordo di questa mamma,
pensando a tante mamme che avrebbero bisogno di maggior aiuto perché troppi
padri trascurano i figli, riportiamo l’Iban pubblicato dal Corriere della
Sera
per sostenere un po’ anche noi Lisa Campagnolo. Lisa sa che la sua
mamma le sarà sempre accanto, proviamo a dirle che anche noi le siamo vicino
IT96 E 0103062470000001807112.
 

C’è
una mamma che da 17 anni cerca la sua bambina scomparsa, nonostante indagini
confuse, piste sbagliate o non seguite a sufficienza, nonostante le troppe
lentezze e gli incomprensibili errori ed omissioni, nonostante tutto e tutti la
mamma continua a cercare Denise. Il nostro augurio e che si trovino finalmente,
che la politica, i media, le varie strutture dell’apparato giudiziario, di
polizia e sicurezza realizzino che sono troppi i bambini che ogni anno
spariscono, che è necessario fare di più e meglio se si vuole sconfiggere
la violenza più abbietta, quella che colpisce le persone più inermi, che
strappa i bambini dall’infanzia per trasportarli nel dolore, nell’orrore.