LIBERTA’ DI CIRCOLAZIONE DEI CAPITALI

Il
giornale economico Handelsblatt di
giovedì 3 gennaio    ripreso da Le Monde economique online e da
AFP   annuncia che è in corso un’inchiesta da parte
dell’Unione europea per verificare se l’Autorità tedesca di controllo dei
mercati finanziari ha violato le regole del Mercato Unico, limitando la libertà
di circolazione dei capitali verso l’estero. Si suppone che l’Autorità in
questione abbia favorito indirettamente le banche tedesche, vietando alle
filiali di banche straniere installate in Germania di trasferire forti somme
alle loro case madri. Pare che una certa inquietudine in proposito serpeggi
presso banche svizzere e banche italiane.

 

La
Commissione

 

1.
può confermare l’informazione?

2. In
caso affermativo, non ritiene che la limitazione di trasferimenti importanti di
capitali renda più difficile per una banca straniera la redditività di certe
operazioni in Germania, come ad esempio la raccolta del risparmio?

3.
Non le sembra inoltre grottesco che – in caso affermativo – la patria dei
controlli alle finanze di tutti i Paesi membri si esponga così platealmente a
violazioni di regole che ha preteso di imporre a tutti?

4.
Sempre in caso affermativo, quali potrebbero essere le conseguenze che ne
deriverebbero?

IT

P-000038/2013

Risposta di Michel Barnier

a nome della Commissione

(15.2.2013)

 

 

La Commissione è al corrente delle notizie stampa relative alle misure di “protezione”
(ring-fencing) che le autorità di
vigilanza finanziaria di alcuni Stati membri avrebbero preso per contenere il
flusso di capitali oltrefrontiera. Tali misure, anche se presumibilmente
dettate da preoccupazioni di stabilità finanziaria dovute alla crisi del debito
sovrano, potrebbero potenzialmente limitare la libera circolazione dei capitali
e rendere meno attraenti le operazioni bancarie transnazionali. Per essere
giustificate nella loro eccezionalità, misure di questo tipo richiedono
motivazioni prudenziali solide, uno stretto coordinamento tra autorità di
vigilanza e, nel caso, un’agevolazione dall’ABE[1].

 

La Commissione è seriamente preoccupata per queste misure, che rischiano di
comportare una frammentazione del mercato unico. La Commissione segue
attentamente la situazione in stretta collaborazione con l’ABE, ed è
recentissimo un suo intervento diretto presso le autorità di vigilanza
nazionali. Il 2 febbraio 2013 la
Commissione ha scritto a tutte le autorità nazionali di
vigilanza bancaria per ricordare loro le regole dell’UE sulla libera
circolazione dei capitali e sull’uso di misure prudenziali per le banche. Ha
altresì chiesto a tutte le autorità nazionali di vigilanza bancaria di fornire
informazioni[2]
sulle rispettive pratiche di vigilanza correnti, in modo da disporre di un
quadro completo ed esauriente delle misure e procedure adottate. La Commissione esaminerà
con attenzione le informazioni ricevute, in base alle quali stabilirà gli
interventi del caso.

 

La Commissione valuterà l’opportunità di intervenire a fronte di prove
sufficienti di violazioni del diritto dell’Unione nell’esercizio della
vigilanza da parte delle autorità competenti.



[1]     Autorità bancaria europea.

[2]     Entro febbraio 2013.