IL RICATTO DELL’ANTI-DUMPING CINESE

Interrogazione con richiesta di risposta scritta presentata dagli onn. Cristiana Muscardini (ECR), Roberta Angelilli (PPE), Patrizia Toia (S&D), Niccolò Rinaldi (ALDE)

Considerato
che dopo l’anti-dumping messo in essere dalla Cina contro il vino europeo
arrivano notizie secondo le quali sarebbero messi nuovi dazi sulle macchine
europee, con più 2000 di cilindrata, esportate in Cina. Considerato che questi
dazi colpiscono importanti paesi dell’Unione come la Germania, il Regno Unito,
la Francia e l’Italia e che perciò e’ evidente l’intenzione della Cina di
minacciare e ricattare l’Unione europea, facendo pressione sui Governi di
singoli Stati membri, rispetto alla decisione della Commissione che ha aperto
una procedura anti-dumping per i pannelli solari cinesi.

 

La Commissione

 

  • Può informarci se la
    notizia corrisponde al vero?
  • In tal caso, quali
    misure intende adottare per impedire che s’instauri un sistema
    ricattatorio all’interno di paesi membri dell’OMC?
  • Intende confrontarsi
    su questo tema anche con l’OMC per valutare e studiare nuove norme che
    impediscano la concorrenza scorretta e la distorsione del mercato.

 

IT

E-006934/2013

Risposta di
Karel De Gucht

a nome della
Commissione

(25.7.2013)

 

La Commissione è al corrente
delle voci secondo le quali la
Cina potrebbe decidere di aprire un’inchiesta antidumping
relativa alle importazioni di automobili provenienti dall’UE.

 

Secondo le
pertinenti disposizioni dell’OMC, qualora uno Stato membro riceva
dall’industria la richiesta di avviare un’inchiesta di questo tipo, tale Stato
è tenuto a informare il governo del paese esportatore prima di procedere
all’avvio di detta inchiesta.

 

Al momento la Commissione non è
stata informata né ha ricevuto alcuna indicazione relativa al fatto che la Cina intenda effettivamente
aprire un’inchiesta antidumping relativa alle importazioni di automobili.