TRISTEZZA…PER FAVORE VA VIA

Dopo aver ascoltato i “discorsi” in aula a Montecitorio e al Senato, sia della maggioranza che dell’opposizione, a seguito dell’intervento di Giorgia Meloni, dalla quale ci saremmo aspettati un tono diverso più istituzionale, non può che subentrare, in chi crede ancora nel valore e nella missione della Politica, una grande tristezza.

Metà mondo è in fiamme e diversi leader mondiali si dimostrano inadatti, a volte pericolosi e confusi, mentre un’altra parte del pianeta vive di stenti e soccombe ad ingiustizie e povertà estreme e l’Europa, ancora una volta, non riesce a realizzare quell’unione politica e difesa comune che erano state il pilastro delle speranze dei nostri popoli.

Per tutti la crisi è evidente, partendo dal fallimento della globalizzazione per arrivare alla morte delle coscienze, per colpa di sistemi tecnologici ed informatici che hanno portato a confondere il reale con il virtuale ed insegnato che non è importante e necessario saper ragionare con la propria testa.

Nel delirio di onnipotenza, che ormai accomuna chi potente è realmente e chi sogna e crede di esserlo, ascoltare tanti piccoli, inutili, sterili comizi nelle aule del Parlamento non può, che una volta di più, scoraggiare ed allontanare dalla politica e dai partiti, ormai diventati cosa nostra di piccoli cerchi magici.

Aboliti i comizi nelle piazze, e cioè il diretto confronto con la gente, abolite le sezioni, i circoli, ogni occasione di incontro con i comuni mortali, perché le sedi sono state chiuse e ormai ognuno si confronta solo con se stesso e pochi intimi, in genere disposti a dare ragione a chi comanda, si sono tramutati la Camera ed il Senato in una ridicola arena nella quale ciascuno fa a gara a chi urla di più, spesso tenendo fermamente scollegato il cervello dalla bocca, e rivolti solo ai propri presunti elettori.

Mentre si apre un nuovo scontro sulla prossima legge elettorale ancora una volta i capi partito non vogliono ridare ai cittadini il diritto di scegliere, attraverso la preferenza, i propri rappresentanti, vogliono continuare ad essere loro a scegliere, decidere chi sarà deputato e senatore, alla faccia della democrazia.

Un vecchio detto dice “è il tono che fa la musica” e i toni sono ridicoli, la musica cacofonica, i contenuti per la massima parte inesistenti.

Fate tutti un favore a voi stessi, a noi italiani ed europei, nelle piazze urlatevi pure contro, come negli anni del ‘900, ma prendete atto che siamo in un altro millennio, che il tempo corre troppo veloce, che i problemi da affrontare, ed i modi per affrontarli, sono diversi e correte ai ripari, fatelo subito prima che la tristezza diventi talmente invasiva da minare proprio quella democrazia che spesso citate e non rispettate.