PARCERE VICTIS DEBELLARE SUPERBOS

La lapidaria frase degli antichi romani sintetizza in modo efficace il pensiero di chi ha colto, in tutte le sue sfumature, le parole di Trump verso Papa Leone, a lui particolarmente inviso per il messaggio di pace e perché, pur essendo americano, ha detto in modo ben chiaro al mondo cosa pensava di lui, come di tutti coloro che cercano di nascondere le loro azioni nefaste invocando la volontà divina.

In verità possiamo anche avere pietà di Trump perché nei fatti è un perdente, perché è un perdente chi per avere le cose che vuole deve pagare, donne comprese, fare una guerra, abusare del potere per destituire chi non lo asseconda, minacciare e tradire le sue stesse promesse e parole.

Trump però è soprattutto un superbo che giudica gli altri inferiori, che sogna il potere assoluto dei Putin e simili, che non ha rispetto della vita degli altri, delle leggi, dei diritti umani, è l’uomo che arricchisce se stesso anche con le guerre, i social, che si è convinto di essere lui l’artefice del destino del mondo.

Un uomo in fondo debole, perché privo di valori e sentimenti, e convinto di essere il più forte, non può che essere umanamente compatito e poi politicamente deve essere messo in condizioni di non nuocere più, nell’attesa che ci pensino gli elettori ci auguriamo che lo abbiano capito i leader dei paesi democratici e liberali.