In un articolo di Ennio Raso su L’Espresso si cita l’intervista rilasciata dal magistrato Nicola Gratteri, procuratore capo di Napoli, nel libro ‘Gli inviincibili’. Gratteri afferma tra l’altro: «non è un’esagerazione definire l’Albania un narcostato, una sorta di eldorado del cash-flow».
Secondo i dati, usciti in varie parti del mondo, il clan degli albanesi controlla molte delle piazze di spaccio a Londra e sono noti gli ormai decennali rapporti tra ‘ndrangheta italiana e mafia albanese.
Il Patto Sociale da molti anni pubblica, settimanalmente, reportage riguardo l’intricata vicenda politica albanese, alcuni componenti della quale sono sotto processo o sotto inchiesta.
Anche nel libro ‘Operazione Pig’ di Albert De Bonnet, pubblicato nel 2024 da Europa Edizioni, si parla in modo esplicito dei rapporti internazionali che la mafia albanese ha intessuto in tutto il mondo e in speciale modo con la Ndrangheta
Stupisce come notizie di stampa, anche albanese, sembrino passare inosservati agli occhi sia della Ue che del governo italiano.
Inoltre nelle ultime settimane nel Paese delle aquile vi sono state molte affollatissime manifestazioni di piazza: A Tirana il 20 giugno scorso si sono riunite decine di migliaia di persone davanti alla sede del primo ministro Edi Rama. Le sempre più numerose manifestazioni traggono origine dal progetto di costruzione, sostenuto dal primo ministro albanese, di un maxi resort di lusso nella laguna di Vjosa-Nata, un’area protetta di oltre 20mila ettari nella quale vivono specie rare come fenicotteri rosa, tartarughe marine e foche monache.
Il maxi resort, con una serie di super ville circostanti, dovrebbe essere costruito da una cordata collegata all’imprenditore Jared Kushner, genero di Trump, e corrisponderebbe al desiderio della moglie, figlia del presidente americano, che, recatasi in Albania in alcune occasioni, sarebbe rimasta colpita dalla bellezza della località e dalle sue potenzialità turistiche per i super ricchi, anche se il progetto porterebbe alla distruzione di un patrimonio naturale che appartiene a tutti
Il libro di Nello Trocchia, ‘Gli invincibili’, sulla mafia albanese alla conquista del mondo, è uscito, edito da Rizzoli, a febbraio scorso e riporta molti di quei collegamenti che dovrebbero indurre la politica ed i media a occuparsi in modo approfondito di un tema che invece, e appare strano, è stato oggetto solo di rare e superficiali attenzioni.
La forza della mafia albanese si è fatta ormai consistente anche in Sudamerica, in Ecuador, Colombia e Brasile mentre la potenza economica e finanziaria di questa malavita ha portato a investimenti che hanno radicalmente cambiato le città albanesi, anche distruggendo, a colpi di cementificazione selvaggia, la maggior parte delle coste più attraenti.
Su questi temi è bene che rifletta l’Unione Europea prima di procedere nell’auspicata, un domani, adesione dell’Albania che non può avvenire prima di avere risolto i problemi di collusione tra mafia e poteri forti, di qualunque genere.